lunedì 17 ottobre 2011

Poveri noi piccoli negozianti !!

martedì 11 ottobre 2011

Non lasciarti fottere la vita

lunedì 3 ottobre 2011

contro equitalia verso il 15 ottobre



"Da oggi Equitalia potrà prelevare i soldi direttamente dai conti correnti, potrà ipotecare le case, l'auto ed i beni delle famiglie e delle persone più in difficoltà in modo rapido. Infatti, passati 60 giorni dall'avviso al contribuente debitore (si parla di debiti con lo Stato contratti a partire dal 2007, imposte sui redditi, Iva, Irap), la famigerata Equitalia potrà attivare tutti questi mezzi per recuperare il debito. Credo che questo sistema sia anticostituzionale e pericoloso per tutte le famiglie e piccole imprese che versano in difficoltà economica. La prima casa, l'auto se non di lusso ed i beni necessari per vivere e lavorare devono essere intoccabili. Questa legge, invece, porterà certe famiglie nella povertà più assoluta. Artigiani e piccoli imprenditori in difficoltà sono avvisati."
Filos H.

lunedì 12 settembre 2011

Una Amica Scrive

Cari colleghi imprenditori credo che mai più come ora vi sia la necessità di trovare forza e coesione per affrontare assieme questo momento di crisi in cui versano molte aziende e lavoratori
la gravità della situazione necessita di provvedimenti immediati che ci permettano di continuare a svolgere le nostre attività senza dover chiudere e sacrificare posti di lavoro..
I problemi del lavoro devono essere messi al primo posto,nell' agenda di ogni persona, di ogni imprenditore o amministratore
perché solo difendendo
il nostro lavoro, vi può essere futuro.
Vogliamo fare un punto della situazione..
La disoccupazione ha raggiunto livelli preoccupanti creando un grosso problema alla domanda facendo calare drasticamente i consumi di tutte le imprese,inoltre
le nostre piccole Aziende sono soffocate da una miriade di regolamenti
burocrazie costi, Tasse, sanzioni di ogni genere e natura
che opprimono la produzione, e la voglia di sviluppare.
Credo che in questo momento non si possa più aspettare e si debba in modo sostanziale modificare il carico fiscale,
la burocratizzazione delle imprese
i vincoli assai rigidi che impediscono l’apertura, l’espansione e la sopravvivenza di tutte quelle micro e medie entità territoriali diversificate,che da sempre sostengono l’Economia Italiana, dando lavoro a milioni di persone.
Piccole e medie Aziende che nella storia
anche durante le guerre peggiori hanno sostenuto retto e poi condotto gli stati colpiti verso una ripresa economica,
salvando dal baratro della povertà , intere nazioni.
Riportando poi l’intera società a un equilibrio di ricchezza dignitoso alla sopravvivenza, ricreando un benessere per tutti…
Ora anche c è una guerra silenziosa, ma non meno pericolosa
una guerra contro un nemico che non si vede,la recessione, la crisi economica,il mondo virtuale delle borse delle borse e dell’ impalpabile una crisi strutturale del sistema, di cui non si vuole veramente affrontare.
Un nemico che sta decapitando il meglio della creatività, e del vigore, dell’ imprenditoria Italiana, che da sempre sforna,ottime aziende e ottimi imprenditori..
Una guerra che non si vede, ma esiste
e ci porta via ogni giorno Aziende dal territorio verso altri stati..
Un “nemico” che ancora non capisce che noi esistiamo, come entità importanti nel territorio, e della ricchezza che produciamo ,un Padrone , lo stato che non considera il valore, del nostro lavoro
e delle nostre fatiche, di quello che facciamo ogni giorno per mantenere in piedi le nostre Aziende.
Un nemico che comunica poco con noi,
che spesso non sa neppure che ESISTIAMO, non solo come Aziende, ma spesso anche come Cittadini.
Un nemico disattento, distratto, che non tiene conto, di quanto certe leggi emanate, possano creare, danni,quando divengono contraddittorie, e poco chiare.
Un nemico che superficialmente prende decisioni senza ascoltare le parti interessate che chiedono cambiamenti e strategie mirate alla ripresa.
E proprio dal basso che deve ripartire la spinta al cambiamento
attraverso la coscienza che siamo Noi, che possiamo far cambiare le cose, smettendo di rimanere in silenzio, ad aspettare che qualcuno si muova per noi.
Si deve ripartire, dai piccoli laboratori artigiani
Dai servizi, e dal commercio, interno..
In questo momento in Italia non c è terreno fertile per chi vuole investire.
Non c’e aiuto, o pochi , sono gli aiuti alle imprese che vogliono sviluppare sul territorio.
Un popolo d’imprenditori che non dovrebbe rimanere in silenzio
rassegnato, o impaurito, remissivo ma dovrebbe esser forte
della coscienza di avere un posto importante, al interno del sistema, e non marginale.
E qui parlano i numeri, delle aziende e dei posti di lavoro.
Dobbiamo tutelare, la nostra appartenenza , il nostro Valore
Le nostre aziende da salvare.
Il futuro da assicurare.
E la nostra dignità, come lavoratori, come tutti i lavoratori.
Dipinti spesso come ladri,senza considerare l’impegno, in termini economici, famigliari, psicologici, il tempo,le fatiche;
Le micro e medie aziende
da troppo tempo dimenticate e poco considerate,
hanno perso valore nel tempo agli occhi di una politica che non tiene conto della loro effettiva importanza ,in termini, di produzione di posti di lavoro
pur essendo l’ossatura dove poggia la forza reale numerica che sostiene il Paese in questo momento di crisi.
Credo sia necessario intervenire rapidamente sulla stagnazione delle assunzioni in seguito al Costo del Lavoro particolarmente alto, pensando urgentemente di chiedere
agevolazioni e sgravi fiscali alle imprese che assumono dipendenti e ad incentivare chi apre e sviluppa sul territorio.
E nello stesso momento sgravare le tasse sullo stipendio dei nostri collaboratori.
Il Lavoro di tutti è troppo tassato.Dipendenti e Imprese.
Serve questo per ricreare equilibrio, e crescita.
Le Aziende iin questo momento sono particolarmente sofferenti per mancanza di liquidità non solo legata alla crisi economica
ma propriamente per l’elevato carico fiscale divenuto insostenibile,
rispetto ad un economia fortemente cambiata ,
che non può più sostenere il peso dell’inadeguatezza del sistema attuale,
concentrato sulle grandi aziende
Vediamo in questo periodo aziende che chiedono prestiti in banca per pagare le tasse,l’INPS, IVA, IRPEF, CON BILANCI IN PERDITA.
( tasto dolente gli acconti Iva e irpef , )
In seguito al calo della domanda vediamo molte aziende che pur mantenendo sufficienti previsioni di lavoro si vedono impossibilitate a confermare i dipendenti a tempo deteminato e si accingono a licenziare quelli a tempo indeterminato.
Faccio notare, che i licenziamenti o le mancate assunzioni, scaricano sulla collettività il peso dei fondi per la cassa integrazione,
che aumentano di giorno in giorno creando un circolo vizioso, la soluzione potrebbe essere dirottare i soldi spesi per le mobilità sgravando fortemente le aziende che assumono dipendenti,allineando i costi a quelli degli altri stati
ricreando un circolo virtuoso equilibrato nella quale, Azienda,lavoratori e consumi s'integrano perfettamente per rilanciare la ripresa
Dobbiamo intervenire chiedendo alla politica
maggiore impegno sui temi del lavoro, e una programmazione a breve in tal senso
Dobbiamo chiedere vengano risolte e miglioratele questioni dell’apprendistato e dei contratti in genere,
ormai divenuti obsoleti rispetto alle richieste di un mercato che è in continuo movimento, contratti di lavoro resi costosi anche da una burocrazia lenta che fa lievitare le spese per l’azienda invece di agevolarla
Vi è anche una questione ulteriore degli studi di settore che comprimono la produzione dentro un segmento ridotto di presunte cifre ipotetiche ,
disincentivando le aziende a fare di meno per non superare i parametri prefissati, aziende che si preparano a licenziare anche gli assunti a tempo indeterminato.
E’ preferibile decrementare il lavoro facendo meno piuttosto che aumentarlo..
Attualmente non vi sono agevolazioni di nessun tipo per chi assume e nemmeno previsioni a breve di qualche aiuto in tal senso
Sono stati erogati gli ultimi incentivi all’ apertura di nuove aziende nel 2009
a suo tempo erogati dall’ unione europea.
Uno stato da troppo tempo ormai divenuto SOCIO dell’ Azienda influisce con il suo carico fiscale per ben il 50 per cento , (gli ultimi dati
o. c. s. e, lo confermano, in Europa paghiamo più tasse di tutti gli altri.
Uno stato ormai Socio dell’azienda nel prelevare, senza in nessun modo aumentare il livello di servizi.Senza metterci ne denaro ne presenza
Un Italia con un futuro nebuloso per i giovani sulle pensioni, divenute insicure.
Un’ assistenza sanitaria che paga gia doppiamente, vedendosi costretto a farne una privata per tutelarsi
Ricordo ai colleghi, che stiamo pagando un assistenza sanitaria pur non usufruendone
Poichè quando abbiamo bisogno dobbiamo comunque pagare di tasca nostra
La mancanza di liquidità crea difficoltà, per gli anticipi delle tasse,Iva irpef

Molti non ce la fanno…
Il fallimento di un impresa, è una perdita immensa, per la ricchezza che essa può dare.
Vi faccio notare
Molti comuni per far fronte ai bilanci in passivo, aumentano le tasse comunali sulle insegne, e sull’ I.C.I del commerciale e dell’ artigianale..
Il gasolio, il gas, la luce elettrica continuano ad aumentare
E così il prelievo fiscale va aumentando anche sull’acqua, e sulle immondizie..
Di questo passo ….
Altro tema
Recupero crediti, per le imprese artigiane un vero dramma" invece lo stato usa equitalia per riscuotere salate le tasse pagate in ritardo, perchè non può recuperarli anche per noi...
Studi di settore non conformi al momento economico.
Un sistema fiscale basato sugli studi di settore che non tiene conto di cosa si produce e di dove, e del momento economico .
Un costo dell’energia troppo elevato causa imposte che fa lievitare i prezzi su qualsiasi cosa
Recupero crediti dello stato inesistente problema serio molti artigiani
(vedi l’America) Anni per avere a livello giudiziario una sentenza e intanto una ditta fallisce, licenziando le persone
Lo stato dovrebbe provvedere sveltendo i processi facendo in modo di poter recuperare i crediti in modo veloce
Altro tema le Aziende famigliari, necessitano
di potersi avvalere occasionalmente, nell' attività d'impresa, della collaborazione di un famigliare senza doverlo assicurare,e che vengano agevolate le spese assicurative dei famigliari compartecipanti, come avveniva una volta.
Chiediamo che i passaggi d’impresa , negozi attività commerciali artigianali, ceduti a famigliari siano gratuiti, visto che l’azienda di famiglia è un bene gia sottoposto fortemente a tassazione nel corso di una vita lavorativa, sudato di fatiche con il duro lavoro.
Chiediamo vengano applicate immediatamente per le micro imprese detassazioni e semplificazioni burocratiche.
Agevolazioni per Assunzioni, contratti di lavoro.
riepilogando
Assunzioni costose e difficoltose
Difficoltà ad accedere al credito
fisco inadatto al momento economico
lentezza del sistema
norme contraddittorie
nessun tipo di agevolazioni
sanzioni esagerate per ogni minimo sbaglio
costi e burocrazie per l'apertura chiusura dell azienda azienda
recupero crediti( in poco tempo hanno creato equitalia )
poca tutela delle aziende famigliari
costi burocratici e notarili per formare società
Spese corsi
Spese burocrazie
Contratti di lavoro, obsoleti.Troppo costosi
E’ preferibile produrre di meno che fare di più,
assumere di meno dipendenti per non sforare con i costi (anche per gli studi di settore)
Questo crea un danno non solo alle aziende, ma sopratutto ai lavoratori, e alla ripresa economica…
Se volete dire la vostra e saperne di più contattatemi
Il lavoro ormai è incatenato,poco libero,e troppo costoso per questo noi protestiamo

De Bernardin Lara

Occupazione pacifica di Piazza Affari Milano

Simbolica occupazione di Equitalia !

martedì 9 agosto 2011

Manovra aggiuntiva

il sistema di tentare di salvare il paese , con la nuova manovra aggiuntiva metterà in ginocchio molti tra cui il sottoscritto che sarà costretto a chiudere !!! ma non si vergognano per cambiare le cose ritengo nel mio piccolo sia sbagliato continuare ad aumentare le spese ai cittadini , questi continuano perchè sanno che noi Italiani continuiamo a digerire tutto , forse hanno fatto i conti che ci sono molti che la crisi non la sentono , e chi è gia in difficoltà che muoia pure !!
questo paese non ha via d'uscita , se non si diminuiscono i costi delle case , degli affitti , della benzina, beni di consumo alimentari e le tasse . che paghino d'ora in poi solo chi ha redditi alti , tutti gli altri basta !!!!ma qui a Milano è deserta pertanto la crisi qui non esiste .............

martedì 26 luglio 2011

Mi chiamo "Nessuno"

Mi chiamo "Nessuno" ho scelto di sparire insieme alla mia ditta...leggetelo e divulgatelo grazie...vi sfido a non commuovervi..


<>. Non c'è stato verso di conoscere il nome di colui che il popolo delle partite iva da mesi chiama semplicemente "signor Nessuno":è arrivato ieri a cagliariper prendere parte al corteo di protesta con la sua bicicletta, l'unico mezzo di trasporto che si concede per spostarsi da un paese all'altro da quando ha deciso di fare anche sua la battaglia del popolo degli artigiani e dei commercianti<>.Quel mesaggio il "signor Nessuno" ieri lo ha scritto a caratteri cubitali in un cartello davanti a un manichino appeso a un cappio sistemato davanti al palazzo del Consiglio regionale:<>. La stessa disperazione che lui ha provato quando gli hanno portato via tutto:aveva chiuso la sua ditta ma chiudere una partita Iva non vuol dire liberarsi dei debiti:la sua casa era ipotecata e la banca l'ha venduta all'asta.Stessa fine per i mezzi da lavoro e l'automobile:<>. grazie ragazzi e divulghiamolo il più possibile!!!!


Di: Carla Tinti

STUDI DI SETTORE - La manovra inasprisce le sanzioni

STUDI DI SETTORE - La manovra inasprisce le sanzioni


Il Sole 24 Ore del 19 luglio 2011, pag. 27, Dario Deotto La manovra correttiva si è rivelata particolarmente dura per i contribuenti riguardo allo strumento degli studi di settore. Inasprimento delle sanzioni, accertamento induttivo e abolizione della motivazione dello scostamento da Gerico in presenza di congruità rappresentano uno strumento molto pesante di cui dispone, ora, il Fisco. In dettaglio, il D.L. n. 98/2011 ha inasprito le sanzioni per coloro che omettono di presentare il modello, ma soprattutto ha introdotto la possibilità di applicare l'accertamento induttivo nelle ipotesi in cui gli studi presentati contengano errori o irregolarità. Accertamento che può essere avviato in base a presunzioni semplici e, dunque, senza che sussistano i requisiti di gravità, precisione e concordanza, richiesti dall'art. 39, comma 2, D.P.R. n. 600/1973. Il Fisco potrà, in base alle nuove disposizioni, procedere con tale strumento allorquando il reddito accertato si discosti almeno del 10% rispetto a quello dichiarato. Infine, è stato del tutto abrogato l'obbligo di indicare, da parte dell'ufficio, le motivazioni per le quali si procede all'accertamento, pur in presenza del requisito della congruità del contribuente.


Di: Gilda Caronti

imparare dai Sardi




mercoledì 22 giugno 2011

APERTO OGGI IN FACEBOOK GRUPPO ARTIGINI E COMMERCIANTI LIBERI MILANO

Lo faccio per capire se sono solo io , tipo fantozziano che non ce la fà più a resistere , ma ho una sensazione che molti anche nella mia città di Milano , siano nella situazione critica , e questo me lo confermano alcuni commercialisti con i quali ho parlato !
Ma pare anche che molti di noi stiano zitti per dignità , o omertà , o paura !
credo che rimanendo in silenzio , aspettando un lento declino , e sperando , non sia più fattibile  perciò ho aperto un gruppo facebook a quasta pagina :
 http://www.facebook.com/rikilgrigio#!/home.php?sk=group_108423585919209&ap=1

 la mia speranza ora è quella di non rimanerci a postare da solo !    

Un artigiano in crisi , disperato!

mercoledì 16 marzo 2011

Basta centri commerciali salviamo i piccoli negozi

davvero siamo convinti che in una città sempre più spersonalizzata, sempre più indebitata, sempre più disoccupata costruire un centro commerciale il cui solo fine è far 'sì che le persone si spersonalizzino, indebitino e spendano ancora di più, sia davvero una buona idea?


In tutte le città d'Europa - Parigi fa da esempio - i centri commerciali sono fuori dalla città, e ben serviti dai mezzi pubblici. Se proprio devi fare la spesa grossa ti prendi mezza giornata e vai al centro commerciale. Nella città ci devono essere parchi e piccoli negozi. Quei posti perduti dove c'è ancora il senso della fiducia reciproca. Michael Pollan, nel suo Il dilemma dell'onnivoro spiega bene come oggi l'uomo si aggiri per gli scaffali senza più sapere ciò di cui davvero ha bisogno e cosa davvero gli può fare bene piuttosto che male. Esattamente come l'uomo primitivo faceva quando si trovava davanti a una pianta che non conosceva. Abbiamo perso l'abitudine a guardare in faccia chi ci dà da mangiare. Se la frutta era buona non abbiamo nessuno a cui dirlo, nessuno che ci tiene da parte il latte, nessuno che ci consiglia cosa può davvero essere la scelta migliore. Si è soli in mezzo a centinaia di persone, ognuno in una bolla ovattata.

I piccoli rivenditori sono pesciolini che vengono costantemente mangiati da questi squali patinati. Le saracinesche chiudono a ritmi sempre più preoccupanti, e la massima aspirazione per una persona che magari ha anche investito tempo, soldi e passioni per costruirsi qualcosa diventa la speranza di trovare un posto part-time proprio in uno di quei centri commerciali. Che quindi - malato di Sindrome di Stoccolma - devi pure ringraziare sostenendo la "filosofia aziendale".

E' vero che i centri commerciali hanno il merito di potersi permettere di mantenere prezzi molto bassi, ma... cavoli, a che prezzo. Se si paga meno di 50 cent un litro di latte che si è sciroppato migliaia di chilometri su un camion, che viene da un Paese estero,che praticamente no scadrà mai, che cosa pensiamo di buttarci nello stomaco? Con questo sistema i piccoli negozi al dettaglio non potranno mai competere con i colossi della grande distribuzione. Ma proviamo a portare i centri commerciali fuori mano, ad aumentare la concorrenza, a incentivare i "negozi leggeri" dove si acquistano i beni sfusi e senza confezioni laddove possibile (non solo costituiscono quasi il 70% dei rifiuti totali ma possono arrivare a incidere fino al 60% sul prezzo finale!), dove si vendono prodotti a chilometro zero, certificati e senza marchio, dunque senza pubblicità. Scommettiamo che i prezzi magicamente inizieranno a scendere?

E' vero, non può essere così per qualunque prodotto. Me ne rendo conto. Ma dire che non può essere così per ogni prodotto non equivale a dire che non può essere così per nessun prodotto.

La sfida parte anche da noi. Iniziamo a usare di più i negozi sotto casa e i mercati rionali. Sarà un ennesimo passo avanti verso un vero cambiamento.

Tratto da il sito del Movimento 5 stelle Torino

domenica 16 gennaio 2011

Posteggi a Milano gratuiti per istallatori , riparatori ed artigiani in genere

aggiornamento del 10/1/11 il vice sindaco di Milano annuncia al tg3 lombardia che è allo studio di dare un permesso posteggi a quelli che hanno un attività a Milano cosa sacrosanta che da 5 anni circa combatto , l'assurdità da parte di chi ha un attività e paga un affitto a Milano e vive piu in città , per lavoro che alla propria residenza , pagando posteggi pari a quasi 300 euro mensili rimane una gabella o tassa ingiustificata , speriamo che questo studio arrivi ad una applicazione veloce alcune attività come la mia di istallatori soffrono ,un avvicinamento e un dialogo con chii ha queste necessità è d'obbligo per una amministrazione che pensa a quanto pare di fare solo cassa , e che non è nemmeno in grado di verificare gli attuali permessi circolanti palesemente utilizzati da chi non ne deve avere il possesso !!!!!!Speriamo non sia la solita notizia pro propaganda elettorale ..... forse è il momernto di contrataccare noi che abbiamo la necessità del posteggio sotto elezioni magari ci ascoltano ?