giovedì 28 luglio 2011

non crediamo che sia solo un problema della Sardegna !!!!! Italia è ora di farsi sentire e non digeririre tutto in silenzio

martedì 26 luglio 2011

Mi chiamo "Nessuno"

Mi chiamo "Nessuno" ho scelto di sparire insieme alla mia ditta...leggetelo e divulgatelo grazie...vi sfido a non commuovervi..


<>. Non c'è stato verso di conoscere il nome di colui che il popolo delle partite iva da mesi chiama semplicemente "signor Nessuno":è arrivato ieri a cagliariper prendere parte al corteo di protesta con la sua bicicletta, l'unico mezzo di trasporto che si concede per spostarsi da un paese all'altro da quando ha deciso di fare anche sua la battaglia del popolo degli artigiani e dei commercianti<>.Quel mesaggio il "signor Nessuno" ieri lo ha scritto a caratteri cubitali in un cartello davanti a un manichino appeso a un cappio sistemato davanti al palazzo del Consiglio regionale:<>. La stessa disperazione che lui ha provato quando gli hanno portato via tutto:aveva chiuso la sua ditta ma chiudere una partita Iva non vuol dire liberarsi dei debiti:la sua casa era ipotecata e la banca l'ha venduta all'asta.Stessa fine per i mezzi da lavoro e l'automobile:<>. grazie ragazzi e divulghiamolo il più possibile!!!!


Di: Carla Tinti

STUDI DI SETTORE - La manovra inasprisce le sanzioni

STUDI DI SETTORE - La manovra inasprisce le sanzioni


Il Sole 24 Ore del 19 luglio 2011, pag. 27, Dario Deotto La manovra correttiva si è rivelata particolarmente dura per i contribuenti riguardo allo strumento degli studi di settore. Inasprimento delle sanzioni, accertamento induttivo e abolizione della motivazione dello scostamento da Gerico in presenza di congruità rappresentano uno strumento molto pesante di cui dispone, ora, il Fisco. In dettaglio, il D.L. n. 98/2011 ha inasprito le sanzioni per coloro che omettono di presentare il modello, ma soprattutto ha introdotto la possibilità di applicare l'accertamento induttivo nelle ipotesi in cui gli studi presentati contengano errori o irregolarità. Accertamento che può essere avviato in base a presunzioni semplici e, dunque, senza che sussistano i requisiti di gravità, precisione e concordanza, richiesti dall'art. 39, comma 2, D.P.R. n. 600/1973. Il Fisco potrà, in base alle nuove disposizioni, procedere con tale strumento allorquando il reddito accertato si discosti almeno del 10% rispetto a quello dichiarato. Infine, è stato del tutto abrogato l'obbligo di indicare, da parte dell'ufficio, le motivazioni per le quali si procede all'accertamento, pur in presenza del requisito della congruità del contribuente.


Di: Gilda Caronti

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